Semiotica
La Semiotica è lo studio dei segni e di come fanno finta di essere semplici mentre invece organizzano tutto il significato del mondo. Sta stretta con Linguistica, Semiologia e un po' anche con Ferdinand de Saussure, che ha contribuito a mettere ordine nel caos con l’aria di uno che aveva già capito tutto, purtroppo per noi.
Che cos'è, senza fare il professore che soffre
La semiotica studia segni, codici e significato: come una cosa rimanda a un'altra, come la interpretiamo e perché due persone possono guardare lo stesso segnale e capirci due cose diverse, che è molto umano e molto fastidioso.
Dentro ci finiscono linguaggio, immagini, pubblicità, moda, simboli religiosi, media e cultura. In breve, non studia solo le parole, ma anche tutto il resto che prova a comportarsi come se non fosse un messaggio. Qui Charles Sanders Peirce e Saussure sono i nomi che saltano fuori più spesso, perché qualcuno doveva pur iniziare a dare un nome alle cose invece di indicarle con la mano.
Semiologia, semeiotica, semantica: il piccolo disastro lessicale
In italiano, semiotica e semiologia sono spesso usate come sinonimi nel senso di studio dei segni. La distinzione cambia a seconda della tradizione teorica, quindi sì, anche qui la disciplina ama complicarsi la vita per sport.
- Semiotica: termine oggi molto comune per la teoria dei segni.
- Semiologia: spesso usato come equivalente, soprattutto in contesti francesi e italiani.
- Semeiotica: in alcuni usi italiani può comparire con un senso medico o storico, legato all’osservazione dei segni clinici.
- Semantica: non è la stessa cosa, perché studia soprattutto il significato delle parole e delle espressioni, non l’intero sistema dei segni.
Se la parola ti sembra vaga, è perché lo è abbastanza da attraversare filosofia, linguistica e comunicazione senza chiedere permesso.
Dove la incontri davvero
La semiotica non vive solo nei saggi con la copertina seria. La trovi ovunque ci sia un messaggio da decifrare:
- nei cartelli stradali, che ti dicono di fermarti senza troppa poesia;
- nella pubblicità, che vende prodotti ma soprattutto identità;
- nei testi letterari, dove un dettaglio può significare più del protagonista, che è un classico;
- nei media e nella cultura visuale, dai loghi ai meme, cioè la versione moderna del fraintendimento;
- nella comunicazione quotidiana, dove tono, gesti e contesto spesso dicono più delle parole.
Per questo la semiotica è utile in analisi culturale, media studies e design, oltre che nei corsi universitari dove la gente finge di non aver capito apposta per sembrare profonda.
La rivista _Semiotica_ e il lato istituzionale
Esiste anche una rivista accademica chiamata _Semiotica_, pubblicata da De Gruyter per l’International Association for Semiotic Studies. Quindi, se qualcuno ti dice di aver letto "Semiotica", potrebbe parlare della disciplina oppure della rivista, e no, non è una differenza piccola come tra espresso e acqua calda.
In sintesi: se cerchi il termine in italiano, il significato principale è quello di teoria/studio dei segni. Il resto sono sfumature, usi specialistici e la solita eleganza del lessico accademico, che riesce sempre a sembrare più complicato di quanto dovrebbe.
Riferimenti
- Treccani, voce "semiotica" - https://www.treccani.it/vocabolario/semiotica/
- Cambridge Dictionary, italiano-inglese, "semiotica" - https://dictionary.cambridge.org/us/dictionary/italian-english/semiotica
- Umberto Eco, _Trattato di semiotica generale_ (Bompiani, 1975)
- Charles Sanders Peirce, scritti sulla teoria dei segni e la semiotica
- De Gruyter, rivista _Semiotica_ - https://www.degruyterbrill.com/journal/key/semi/html